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titolo L'ESOPO DI UDINE
descrizione Il Medioevo ebbe conoscenza diretta delle favole esopiche di Fedro solo fino al X secolo (furono poi riscoperte nel ‘400). Circolavano però anche altre raccolte in latino, testi molto noti perché di uso scolastico: i brevi racconti, divertenti e facili da memorizzare, si prestavano moltissimo all’insegnamento del latino. Circolavano inoltre, a partire dal Duecento, vari volgarizzamenti. Buona fortuna ebbe l’Esopo toscano, che il suo recente editore, Vittore Branca, ha intitolato, con definizione moderna assai efficace, Esopo toscano dei frati e dei mercanti trecenteschi. Sono proprio gli ordini mendicanti a citare spesso, per ravvivare i loro sermoni o i loro scritti, favole di animali e sono gli stessi ordini a curarsi di diffondere i volgarizzamenti: un modo di prolungare l’eco della predica nella quieta lettura e nelle meditazioni private.Anche i singoli prendono l’iniziativa di trascrivere e far circolare sillogi a contenuto didascalico-morale: e si tratta dei medesimi cittadini che commissionano altaroli e crocifissi per le proprie dimore.
Si vengono così a formare raccolte di testi di ammaestramento particolarmente fortunati e ricorrenti, tra i quali spesso compaiono le raccolte di favole esopiche. Gli animali sono i protagonisti anche di un altro fortunatissimo libretto medievale, il cosiddetto Bestiario, in cui le caratteristiche degli animali forniscono facili spunti di rimando ad episodi del vangelo e servono ad agevolare la memorizzazione di catene di versetti della Scrittura. Nelle favole esopiche latine, invece, sulla base di caratteristiche e qualità date per scontate, l’animale è protagonista di piccoli e diversificati racconti edificanti. Va da sè che l’insegnamento non ha finalità religiosa, ma si propone di guidare l’individuo all’interno degli intricati rapporti sociali. L’Esopo toscano ha una caratteristica particolare: a ogni favola seguono due possibili letture interpretative, che iniziano con gli stilemi: “Spiritualmente s’intende...” e “Temporalmente s’intende...”, come se l’anonimo autore avesse voluto mescolare le caratteristiche proprie di die opere molto vicine e insieme profondamente diverse: il Bestiario e le favole esopiche latine. E’ anche vero che nell’Esopo toscano si riflette quel particolare mondo cittadino abituato a sentirsi ricordare nelle prediche e a vedere illustrati nelle immagini esposte la Bibbia e i Santi, l’exemplum e la favola, l’aldilà e la realtà politica e sociale. Il manoscritto di Udine, che qui è riprodotto in facsimile, ci permette di cogliere la coscienza di quegli uomini e ridestare il quotidiano scorrere di quelle vite. Ogni pagina riporta le tensioni dell’agitata vita urbana, dove i potenti sono sempre pronti a prevaricare sugli ingenui, sui semplici e sugli inermi. La trascrizione si propone di agevolare la lettura del facsimile del manoscritto autentico, conservato nella Biblioteca Arcivescovile e Bartoliniana di Udine, nonché di favorire il rapido reperimento al suo interno dei passi che più interessino il lettore.

Edizione numerata
Volume + Facsimile - cm 30 x 25 - pag. 335
A cura di: Claudio Ciociola
Introduzione: Chiara Frugoni
Nota paleografica: Armando Petrucci
Trascrizioni: Claudio Ciociola e Cristina Moro

Scheda in formato pdf (130 Kb)


prezzo
180.00


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